L. G. certificati att. sport.

a cura di Antonio Destro e Vincenzo Castelli

Fra le poche novità di ordine amministrativo-legislativo, appare la pubblicazione ufficializzata delle Linee guida per la certificazione medica abilitante all’attività sportiva non agonistica.
Nel Decreto Balduzzi era previsto che la valutazione includesse annualmente anche un elettrocardiogramma (ecg, a spese dell’aspirante atleta).
Le successive modifice, pochi mesi piu’ tardi, rimossero l’obbligatorietà di tale esame, la cui effettuazione diveniva di fatto scelta del Medico di Medicina Generale (MMG) o del Pediatra di libera scelta.
Difficile però scaricare tale scelta su MMG, che evidentemente non avrebbero potuto escludere clinicamente che nell’ecg ci fossero segni di cardiopatie potenziali aritmogeniche ( es: sindrome del QT lungo, S.di Brugada ecc).
La linee – guida ora  approvate sembrano introdurre una saggezza equilibratrice. L’ecg deve essere stato registrato e refertato almeno una volta nella vita, nelle persone senza segni di malattie cardiovascolari e di età inferiore ai 60 anni.
Le patologie congenite  rilevabili all’ecg, infatti, sono presenti, solitamente, in modo permanente.
Ricordiamoci però che il potere predittivo di qualsiasi esame cardiologico effettuato nello sport puo’ essere nullo in alcune patologie, soprattutto se sopraggiungenti in modo subdolo (es.: alcune miopericarditi) o traumatico ( Commotio Cordis da trauma sternali, ecc).
Il Defibrillatore semi\automatico esterno – DAE – resta comunque strumento di dotazione di sicurezza IRRINUNCIABILE nei luoghi dello sport.